Controllo, controllo, controllo.
Ho bisogno di lasciare il controllo
Se guardo indietro alla mia memoria a colpirmi sono i titoli conquistati e incorniciati.
Il lavoro giusto, il vestito giusto,
la parola giusta.
Nulla è fuori posto
Prime memorie precoci
non riuscire ad affrontare un’interrogazione senza sapere di essere preparata.
Arrossire e sentire crescere il calore sul viso
che poi, arrossire è così bello…
Prime memorie precoci
aver voglia di evadere,
farlo attraverso il movimento.
Riuscire a trovare espressione ballando,
ad occhi chiusi,
in camera,
da sola
Prime memorie precoci
sentirmi libera quando salgo a cavallo
e ne sento l’odore, il respiro.
Mi aggrappo alla sua criniera
Prime memorie precoci
una sala d’ospedale, medici, camici.
Avere paura e imparare a convivere
con una compagna di vita.
Sto ancora imparando
Voglio sentirmi viva
Merito di sentirmi viva
Sto cercando il mio modo
Sto creando il mio mondo
Desidero ancora sentire la fatica nelle gambe e il fiato corto
per raggiungere la cima di una montagna
Desidero ancora vedere il cielo stellato
fuori da un bivacco,
immersa in un silenzio assordante
Desidero ancora amare
di un amore maturo e indomabile.
Fuori controllo
Desidero ancora passare notti insonni
con anime affini,
musica e parole
Desidero ancora interrogarmi
sulla mia vera natura
provare rabbia, disperazione
e poi calma e lucidità.
Sciogliermi in un pianto
Desidero ancora
sentirmi parte di questa Natura,
non conoscendola, ma sentendola tutta.
Essere chioma di un albero al vento
essere roccia inviolata
essere acqua torbida e limpida.
Quella pienezza, priva di nome
Sto imparando ad amarmi
perdendo il controllo.
