La montagna non è mero concetto di altitudine, ma di attitudine perciò udibile ovunque ci sia necessità di connessione tra terra e uomo.
Sfiorare per la prima volta la roccia non è alpinismo, è diventare amanti, desiderare così tanto da tornare ancora in quel luogo del fantastico, della meraviglia, della vera magia.
Un luogo che può stare ovunque, nel fondovalle, in bassa o media montagna o sulle vette più alte.
Purchè si abbia la pazienza di andare alla ricerca di quella soglia fantastica.
E’ vivo in me quel contrasto tra il mondo dell’alto e quello del basso.
E’ il mio modo per sfuggire al mio deserto urbano.
Se la città è comodità e routine, ecco allora che la montagna aspra e severa diventa nutrimento per l’anima.
I tempi dilatati degli inverni, la frenesia dell’estate e le attese delle stagioni di mezzo.
Un luogo che mi insegna l’importanza di attendere e accogliere alti e bassi, successi e ritirate.
Accettando l’imprevedibilità e l’incertezza.
Mi piacerebbe dire che la montagna mi ha insegnato l’essenzialità nella vita.
Ma ho ancora molto da imparare.
Escursione
Corno Bussola (3023mslm), laghi Palasinaz e lago Bringuez da Estoul (Valle d’Aosta)








