Tutto scorre ad alta velocità.
Avanzamento di carriera, acquisto della casa, illusorio sollievo di vacanze programmate. Non conosciamo più il silenzio nè il buio; non c’è un luogo in cui non ci sia rumore. Tutta questa distrazione, equivale ad una sottrazione di riflessività. E’ la reazione dell’individuo assordato, acciecato e massificato a spingerlo verso le piccole o grandi vette delle montagne. Dove tutto è lentezza, non più una corsa alla meta, ma saper stare nel passo lento e costante.
Ritrovo, in ogni parte dei sentieri che percorro, un frammento della mia storia. Una parte di me si sente leggera, quasi intorpidita, l’altra è pesantissima fa di ogni passo un’impresa. Quel silenzio da fuga si trasforma in consapevolezza e conoscenza di sè. La montagna non è estranea all’ambiente che la circonda, ma è capace di stare sotto la pioggia incessante che rende la sua parete di roccia scivolosa, all’esposizione del sole che la consuma di dentro, alla violenza del vento che la modella nel tempo. La montagna modella il mio carattere e mi fa comprendere la necessità di saper navigare le mie emozioni, lasciare che arrivino – mi attraversino – e scorrano via. In un costante fluire di energia.
Ogni allenamento nasce dalla forte volontà al cambiamento che supera il fastidio della fatica. Paura, disagio, fastidio, fatica e a volte rinuncia.
Nel silenzio, ritrovo il dialogo con la mia interiorità.
Nella solitudine, il colloquio con me stessa.
Continuo a salire, affamata di vita.




26 Agosto 2024 @ 12:37
Parafrasando Kundera, credo ci sia un legame stretto tra la lentezza e la conoscenza, che diviene memoria, tra la velocità e l’oblio.
La montagna invita a rallentare e permette di riscoprirsi, temprarsi, accettarsi.
Non avrei saputo utilizzare parole più indicate. Grazie della preziosa condivisione 🌿
“Continuiamo a salire, affamate di vita”💚
10 Dicembre 2024 @ 16:26
Ti ringrazio per essere passata di qui, sbirciando tra parole e immagini in libertà.
Mi auguro che tale lettura abbia alimentato una riflessione o, più semplicemente, regalato un momento di lentezza.
🙂